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venerdì 28 marzo 2008

NY




Soddisfatta la richiesta di foto dal Blue note avanzata dal buon Erik.
PS. domani aereo e domenica mattina mesto rientro in patria. L'avventura nordamericana è conclusa, ma non prima di andarmi a godere Chicago the musical a Broadway. Figata!!!

lunedì 24 marzo 2008

The worst of

Sara' che ero arrivato con un sacco di aspettative, ma Montreal mi ha abbastanza deluso. Pensavo di trovare la citta' che negli Anni 70 e' stata al centro di tutto, con il primo ministro Trudeau che girava in scarpe da ginnastica mentre era con la Regina Elisabetta e John Lennon che scriveva Give Peace a Chance nella suite di un albergo durante la famosa "in-bed-session" con Yoko Ono. L'Expo universale, le olimpiadi... E invece mi sono ritrovato un'anonima citta' nordamericana, abbastanza degradata e squallida. Se Toronto e' praticamente un pezzo di States in terra canadese e Quebec e' quasi in tutto europea, ecco, Montreal non e' ne' carne e ne' pesce. Certo, ci sono un sacco di locali notturni (in buona parte strip bar...), ma da vedere in giro c'e' ben poco. Al punto che ieri sera, adottando la filosofia di Letizia che in Spagna compro' un vestito di Custo e un paio di scarpe Pura Lopez dicendo che portava a casa dei pezzi dell'artigianato locale, me ne sono andato al cinema IMAX piuttosto che continuare a girare nel nulla. Del resto, visto che la tecnologia IMAX e' stata inventata da un canadese, non ho fatto altro che un tuffo nei prodotti tipici locali.

La cosa positiva e' che si mangia da dio, a cominciare dalla carne affumicata per finire con la poutine, una variante quebecois delle patate fritte, con della cagliata e della salasa di carne. E a poco prezzo.
Ero seduto da Schwartz's, un posto nel Plateau che pare abbia la migliore smoked meat della citta' (e in effetti era un continuo orgasmo per il palato), e sento dal tavolo a fianco un chiacchierare familiare: per la prima volta incontravo due italiani! Dal giorno della partenza da Roma non mi era mai capitato di incrociare dei connazionali (il che non mi era affatto spiaciuto). Incerto sul "jump in", ho tentennato un po'. Non volevo ficcarmi in una conversazione scontata sul tempo e le differenze dalla nostra primavera... Poi pero' ho iniziato a sentirmi come Raymond Barry di fronte allo Chevalier e non ho resistito. Alla quinta parola scambiata me ne sono pentito: romanerrimi, con l'unica preoccupazione di trovare l'Hooters piu' vicino e il minimo interesse per la mia delusione per la citta'.
Anzi, parlando esce la storia di John Lennon e di come la citta' fosse diversa da quanto mi aspettassi e uno dei due mi risponde: "che canzone e'? mai sentita... E c'ho pure One, il Greatest hits dei Beatles". Volevo infilargli la forchetta su per il naso. Il discorso mi ha fatto rispolvere un'idea letta su un giornalino universitario circa il necessario odio per la categoria "Best of" del panorama discografico. Gia', e' assolutamente necessario NON comprarli e NON frequentare persone che collezionano le "raccolte", magari natalizie, che rappresentano il Bignamino del melomane. Dico io, anni a disputare se e' meglio un album tecnicamente perfetto come Rubber Soul, oppure uno rielaborato fino allo sfinimento come Sgt. Pepper e arriva un ignorantone e mi viene a piazzare l'inno del pacifismo Flower power nell'era pre-Let it be?????

Lasciamo stare, tanto tra qualche ora si parte per la Grande mela.

Ps per i lettori spezzini: lo sapevate che la macchina che passa sul ghiaccio per preparare il campo da hockey si chiama "the zamboni"? Avra' qlcsa a che fare con la Sara??????

giovedì 20 marzo 2008

Breaking news: Topo Gigio endorses UDC!

Le vicende dei partecipanti allo Zecchino d'oro sono sempre piu' affascinanti.

Dopo l'arresto della bimba che cantava "Volevo ungatto nero" per sfruttamento della prostituzione e spaccio di cocaina ed eroina, altre grandi novita'!
Il bimbo paffuto che, con le mani dietro la schiena, cantava "Ma Popoff / sbuffa, sbuffa e dopo un po’ / gli si affonda lo stivale nella neve e resta li'" si candida con l'Udc alla Camera! (Numero 19 in lista in Emilia Romagna, non sara' eletto neanche se i cosacchi invadono Modena e Bologna).

Chi avrebbe potuto immaginare che il mago Zurli' non era altro che un addestratore di futuri criminali dalle amicizie discutibili?

martedì 18 marzo 2008

Toronto, ovvero: il mio problema è che sono un signore...

Appena rientrato da Toronto. In teoria è stato un viaggio a vuoto: i due prof. che avevo contattato non hanno "fruttato" quanto dovuto. Il mitico Hutchinson mi ha dato proprio buca (avvisandomi cordialmente per mail), l'altro si è rivelato un deficiente, e vabbè...
Però mi sono potuto prendere tutta la giornata (e mezza) per fare il turista.

Rispetto a Ottawa, Toronto è un altro pianeta. Più che altro, è una metropoli in piena regola. Insomma, non si corre il rischio di essere attaccati da una puzzola per strada. Poi i grattacieli fanno abbastanza scena... A proposito di scena, leggevo sulla Lonely planet che Toronto è chiamata Hollywood North per il fatto che spesso i film americani sono girati qui: l'atmosfera del distretto finanziario è molto yankee, e è più semplice che negli States avere i permessi per girare in strada. Mi sono detto "sarà la solita stronzata", e invece ho visto due set diversi (blindatissimi)...

Ieri sera, appena arrivato, mi faccio un giro e arrivo per caso all'Air Canada Center, il tempio dello sport cittadino. C'era una marea di gente con annessi bagarini che offrivano tickets a tutti. Convinto si trattasse di un incontro dei Raptors (pallacanestro NBA) o dei Maple Leafs (hockey NHL, da notare l'errore nella formulazione del plurale, ma qui va bene così), mi stavo accodando alla biglietteria, disposto anche a sborsare una bella cifra, tanto che cavolo faccio da solo stasera??? Meno male che mi sono guardato in giro; tutti capelloni, con le magliette uguali... Era un concerto degli Iron Maiden! Ora, per carità, Seventh son of a seventh son, tutto quello che volete, ma andare da solo a prendere bottigliate a Toronto non me la sono sentita, e ho ripreso la mia perlustrazione del centro.

Cambiando argomento, i canadesi fanno tenerezza con la loro mania delle classifiche e la mitologia del loro Paese. Vanno ancora farneticando che la CN tower sia l'edificio più alto del mondo (lo trovate scritto anche nel sito), mentre sono alcuni anni che questa è stata superata da un inutile condominio di Dubai (che spero non verrà amministrato da Nastasi) e credo anche da quell'inguardabile coso di Taipei. Il sorpasso è testimoniato anche dalla bibbia del XXI secolo, e cioè Wikipedia. A parte queste puerili dispute tra architetti dall'ego sproporzionato, la sensazione di essere a oltre 500m di altezza è fighissima. Si vedono gli Usa dall'altra parte del lago e riguardare gli stessi grattacieli (ma questa volta, dall'alto) è stata proprio una cosa da fare.

Un'altra cosa figa di Toronto è il Path, cioè la rete di corridoi sotterranei che si possono usare per sfuggire al freddo. E' difficile da descrivere senza usare la metafora abusata della città sotterranea, ma tant'è. Mi sono anche fatto un giro alla Hockey Hall of Fame, comprensivo di foto con la mitica Stanley cup. Tra l'altro, dove è esposta la coppa c'è un tizio che fa le fotografie e poi, se si vuole, si ritirano stampate alla fine del giro. Lo stesso tizio, se glielo chiedi, ti fa la foto anche con la tua macchinetta. Pensate che in Italia sarebbe pensabile una cosa simile?

Alla fine della giornata, dopo aver risparmiato saggiamente sugli extra e le stronzate, mi sono accomodato in una bisteccheria posta in una clamorosa hall di un altrettanto clamoroso albergo e mi sono goduto un filetto con i fiocchi. Questo è il problema, che sono troppo un signore! Anzi, a posteriori ho realizzato che potevo non pagare quel quarto di bue che mi hanno servito al sangue con l'insalata, visto che quando mi hanno portato il conto c'era il biglietto per indicare il numero della stanza. Avevo già in mente il nome da mettere: Kevin McCallister, 671 Lincoln Boulevard, Chicago (Illinois). Ma signori si nasce, e modestamente...

domenica 16 marzo 2008

Not only was he married, oh no... He had six wives! One of those mormons, you know?

Questo era uno degli obiettivi del “viaggio” nel Primo Mondo, postare qlcsa sul blog mentre sono connesso al wifi del treno (per Toronto), non prima di aver chiacchierato un po' via skype (sempre dal treno nel bel mezzo del nulla) con mia madre e con Marianna… La telefonata al cellulare di leti non andava, ma i miei appetiti tecnologici sono soddisfatti ugualmente.

Una cosa meravigliosa del treno è che non si aspetta sulla banchina, ma in una ordinatissima fila fino al gate modello aeroporto, dal quale si viene scortati in carrozza dal personale delle ferrovie. Sarà per il freddo? Mi piace pensare che lo facciano anche d'estate, solo per il gusto di vedere una bella fila ordinata...

Se poi guardate la foto, dietro l'avvenente operatore di call center vedrete una donna mormone che fa capoccella (non si dirà mai "mormona", vero?). Se ho ben capito la conversazione, sono in sei che viaggiano, tutte sposate con lo stesso uomo. Mi sono venute in mente Sara e Giuditta, le due che si proponevano a Terence Hill in Lo chiamavano Trinità, o la scena di Chicago da cui ho preso il titolo del post (gran film entrambi)...

lunedì 10 marzo 2008

"Giorni di stanchezza assurda e depressiva...

...di una totale mancanza di lucidità", diceva Franco.
In effetti sì, è stato un weekend un po' del cavolo.

Sarà che due giorni di studio svogliato non possono certo reggere il confronto con i 3000 km on the road di quello scorso; nè con le aspettative sui prossimi a venire (in giro per il Quebec e gli States)...
Sarà che fuori c'è stata una tempesta di neve tremenda - pare, la peggiore degli ultimi anni - e sono rimasto chiuso in casa a far finta di studiare, salvo una fugace scappatella al museo della civilizzazione canadese (carino, ma sembra un parco divertimenti)...
Sarà che, cmq, delle deleghe contenute nelle ultime due leggi di semplificazione, mi importa quanto delle gesta eroiche del cane della famiglia Moratti (eppure, tutti i giornali parlano di lui)...
Sarà...
Ma mi girano un po'...

Mi girano perchè mi manca "la presunta idea geniale" che, quando cerco di scrivere, è il motore di tutto. "Presunta" perchè non è necessario che sia una vera idea geniale, anzi, sarebbe presuntuoso pensare di averne (Einstein stesso diceva che nella vita di un uomo le buone idee sono al massimo un paio). L'importante è che in quel momento io sia convinto che sia più o meno geniale, in modo da costruirci attorno quanto più possibile.
Non ho mai avuto il coraggio di confessarlo (anche se Leti sicuramente se ne sarà accorta), ma, mentre scrivevo la tesi di dottorato, ho avuto l'impressione di avere "la presunta idea geniale" a propostio del rapporto tra iniziativa e emendamento dopo aver letto un libretto di Gianni Ferrara. A quel punto, ero convinto (e forse lo sono tuttora) che tutto il mondo girasse attorno alla differenza tra "proposta", "richiesta" e "domanda". Adesso invece non ho avuto (per lo meno, NON ANCORA) la percezione che le deleghe contenute nelle leggi annuali di semplificazione possano avere una qualche importanza nel mondo rotondo, e quindi, come diceva Postiglione, "le subisco".
Vabbè...

Per la verità, ho realizzato che il mio stage in Senato è praticamente alla fine. Domani comincia l'ultima settimana intera e, per di più, Richard non sarà in ufficio prima di mercoledì. Poi l'ultima settimana sarà una passeggiata tra inizio del ponte di Pasqua e viaggio a Toronto (a conoscere il prof. che ha scritto un libro riflettendo su quali sarebbero state le sorti del mondo se Platone avesse almeno una volta giocato a football). Poi si parte alla volta del Quebec e di New York, ma sarà per motivi assai meno elevati, e a fine marzo sarò di nuovo all'interno del GRA.

Tanto per chiudere, mi è venuta voglia di fare una cosa: dato che ormai va di moda, il giorno della discussione, mi alzo su una sedia e straccio la tesi di Mostacci (uno che si addottora con me). Non sarà politicamente corretto, non mi piace il fatto di citare indirettamente il nostro giovane ex premier, ma volete mettere la soddisfazione?

domenica 2 marzo 2008

In the middle of nowhere

Brandon, Manitoba.
Sto scrivendo il post dal Motel dove ci siamo fermati a dormire e mi sento soddisfatto solo per questo. In senso tecnico, in questo momento sono un blogger che racconta al mondo le sue avventure nei posti piu' strani e remoti in una pausa dei suoi spostamenti. Eccomi, si', sono un viaggiatore, un globtrotter (doverosa citazione di Rosco Dan, ora che sono nella sua terra). E sinceramente non me ne frega molto se lo stile del mio post non e' sobrio e scorrevole come la prosa di Severgnini o ricco e descrittivo come quella di Garcia Marquez. Anche perche', se poi a giudicarmi e' il "fratello", che e' rimasto ancora all'uso del "sebbene"...

In ogni caso, e' vero. Sono in mezzo al nulla. I panorami dei questi due giorni sono stati incredibili, peccato non essermi potuto fermare piu' di tanto a fare foto, ma dovevo stare ai ritmi di Bill e Annie, e per loro e' un viaggio di lavoro.
La traversata della prima parte dell'Ontario e' stata abbastanza noiosa. Cittadine anonime l'una dietro l'altra, infinite pompe di benzina e di caffe drive in (si', esistono davvero). A un certo punto, pero' abbiamo svoltato verso nord per evitare il traffico dell'autostrada principale e abbiamo preso una statale spettacolare, con dei panorami da cartolina. Freddo era freddo! Oltre -25 con punte di -30, ma dentro il camioncino c'era un tepore proprio piacevole.
Quello che mi e' andato storto e' che non ho potuto guidare. L'assicurazione non copre autisti diversi da loro due e quindi ho dovuto lasciar perdere.

I compagni di viaggio sono abbastanza simpatici, soprattutto Bill. E' un tipo strano ma estremamente socievole, ha 60 anni ma ci prova con tutte le cameriere sotto i 20 che incontra. Divorziato, lavorava come ingegnere in un'impresa che modificava i camion. Ora e' in pensione e oltre a fare l'istruttore per piloti di mongolfiere (?!?), scarrozza camion e altri mezzi da un capo all'altro del Nordamerica. E' un soggetto dall'aneddoto facile e mi ricorda molto Santachiara senior (ai cugini sara' chiaro il riferimento). In pratica e' il tipo che fa un paio di volte al mese la traversata del Canada e si ferma a mangiare, dormire e far benzina sempre negli stessi posti. Bah. Cmq un'avventura gliela invidio proprio: un viaggio con uno scuolabus da Oklahoma City (si scrive cosi'?) fino a Montreal, spaccando in due tutti gli States.
Annie invece e' la persona meno femminile che abbia mai conosciuto. Perfino il Festa (ben noto a molti di voi) sembrerebbe una collegiale al suo confronto. A proposito del Festa, propongo a Marianna e Erik di continuare il loro dibattito spostando l'attenzione dalla tag board a quest'ultimo.. In ogni caso, Annie mangia come un vitello obeso, russa di notte a punto da svegliarmi nella stanza accanto e si e' portata perfino la fiaschetta per rilassarsi dopo una giornata di guida. Hai voglia poi a lamentarti la sera di San Valentino che sei da sola! Che dire? Magari "avra' gli specchi di legno". Alla guida, poi, ha un piede da fare invidia a Cozy Powell, sia perche' corre come una dannata, sia perche' ha la sensibilita' sull'acceleratore di un batterista da heavy metal.

Tornando invece al paesaggio, il pezzo piu' bello e' stato quello da Thunder Bay a Kenora. Un susseguirsi di boschi che sembravano quelli di Warcraft e di laghetti deliziosi e quasi sempre ghiacciati e coperti di neve. Passati poi nel Manitoba, le cose cambiano radicalmente. Gli alberi spariscono all'improvviso, le colline e le curve anche e tutto diventa una enorme distesa piattissima e bianca, spazzata da un vento fortissimo. In tutto questo, gli unici mezzi che girano sono gli enormi camion pieni di legna e le motoslitte. Si' si', le snowmobiles! A fianco alla strada c'e' una specie di pista ciclabile e li' sfrecciano questi pazzi cingolati, con il casco rigorosamente intonato al colore del mezzo. Davanti ai ristoranti e ai supermarket c'e' il parcheggio per le auto e quello per le motoslitte, al benzinaio fanno la fila praticamente solo loro.

Alci non se ne sono visti (e che cavolo) anche se ieri un lupo ci ha attraversato la strada e poi e' rimasto sul bordo a guardarsi intorno. Spero che la foto sia venuta bene.
Domani mi aspetta l'ultimo pezzo fino a Regina e poi il volo per casa, con un irragionevole scalo a Calgary che, a conti fatti, sara' il posto piu' lontano da casa in cui sono mail stato.

PS. il popolo sovrano ha deciso: la tag board rimane! Mi aspetto che ora anche il Pd adotti il metodo della tagboard nel programma di governo.

martedì 26 febbraio 2008

Caspita, allora è una cosa seria!

Solo due righe dedicate alla mia splendida ragazza, oggi che sono tre anni che stiamo insieme.
Leti... tra una [secchiata] di neve (che certo non manca) e un caffè come si deve (che invece è molto più difficile trovare) quest'inverno passerà...

domenica 24 febbraio 2008

Control

Ieri sera abbiamo montato il proiettore di Brad, un amico di Luc, e abbiamo guardato un paio di film. Prima per provarlo, abbiamo messo su South park: cavolo, Cartman era alto quasi quanto me! Che figata!
Uno dei film che abbiamo visto è Control, la storia di Ian Curtis, il cantante dei Joy Division, che come tutte le leggende del rock si è ucciso giovanissimo.
Grandissima colonna sonora (David Bowie, Sex pistols), tutto in bianco e nero, insomma ve lo consiglio caldamente.

Per il resto, mi girano un po'... Sia perchè il cell di Leti ha deciso di non funzionare più e non si riesce a connettere a internet (TRAGEDIA!), sia perchè è una domenica spettacolare, con un sole meraviglioso, e mi sarebbe piaciuto andare a pattinare sul canale, mentre mi tocca rimanere a casa. Devo portare avanti la ricerca per il prof. di Pisa, che si sta rivelando una rogna senza precedenti, mannaggia a me e quando ho accettato.
Sul tetto di fronte alla mia finestra ci sono gli scoiattoli che passeggiano nella neve! Che animali immondi, mi devono spiegare perchè i topi fanno schifo e gli scoiattoli, invece, "che carini", anche se poi non fanno altro che rovistare nella spazzatura.
Ora carico un po' di foto su Picasa, così scorrono anche sul blog...

martedì 12 febbraio 2008

Come si può sopravvivere un posto così freddo senza il Ciobar?

Primo giorno di lavoro...
Come diceva Battiato? "Un vento a trenta gradi sottozero incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve"? Beh, ci siamo andati moooolto vicini: al debutto in giacca e cravatta mi sono trovato un allegro -17, che con l'effetto-vento (che qui piace definire "wind chill") arrivava ad un coraggioso -27 percepito. Non male davvero.
Come in Superfantozzi, possiamo elencare i pezzi dell'armatura Piccirilli: cappello di lana per riparare il cuoio capelluto ormai raso; guanti insufficienti per prevenire l'ipotermia delle estremità superiori; scarponi modello ferro da stiro a carbonella, acquistati per l'occasione direttamente in loco (e che lascerò qui perchè non avrei il coraggio di metterli in terra italica); calzamaglia nascosata sotto i pantaloni del vestito; sciarpa modello tuareg che lascia fuori solo gli occhi. Mobilità articolare praticamente azzerata, possibilità di collisione con i simili vaganti per la strada elevatissima, ma ci si sente parte del gioco and that's it.

Per non tradire me stesso, sono arrivato al lavoro con un anticipo mostruoso. Mi veniva da dire "forse ho cannato da Dio" (caspita, sono arrivato a citare gli 883!). Poi però ho conosciuto i miei compagni di lavoro. Ora, contravvenendo a qualunque presupposto epistemologico individualista (Antiseri, Popper e compagnia cantando), bisogna dire che, se esiste il Canada, sicuramente non esistono i "canadesi": i miei compagni di lavoro sono Richard Nishimura, nippo-canadese, Jamie Moawad, libano-canadese, e una tibetano-canadese di cui non sono mai riuscito a capire il nome. Se aggiungiamo che anche il "boss", come lo chiamano loro, è un italo-canadese, il quadro è completo.
Il Senato è una serie di palazzoni neogotici (quello della foto è il pezzo centrale) che ha davvero poco a che fare con il resto della città. Io sono al secondo piano dell'East block. Nei miei sopralluoghi già mi vedevo attraversare la piazza nelle bufere di neve per raggiungere l'aula, ma per fortuna c'è un meraviglioso tunnel sotterraneo.
L'ufficio è molto carino, sono in uno stanzone insieme a Richard, a fianco alla stanza delle altre due e di fronte al senatore. Ho il mio pc, la mia scrivania e il mio telefono. Ho addirittura un indirizzo di posta elettronica del Senato e un appuntamento giovedì a mezzogiorno (il giorno di S. Valentino!) con lo Speaker. Vabbè...

Il lavoro è molto simile a quello che facevo da Zaccaria: ricerche e raccolte di dati di intere giornate per interventi che dureranno meno di una mezz'ora, ma tant'è. I temi di cui si occupa il senatore sono tantissimi: è nella Commissione Legal and constitutional affairs, in quella Foreign affaris e in quella National budget, quindi, si può spaziare dal seme di mela alla nave spaziale (o, come si diceva una volta con Marianna, da Ennio Remondino a mia zia Marta). Poi ha tutto un interesse per il Tibet, tanto da essere stato benedetto (blessed?) dal Dalai Lama, e dall'aver legato alla sedia del suo ufficio una sciarpa bianca che questo gli aveva regalato.
Il primo lavoro che mi è stato affidato è la preparazione di una Inquiry sulla possibilità di abbassare l'età dell'elettorato attivo da 18 a 16 (o ancora meno). "A 'mme, me pare proprje 'na strunzata", avrei risposto, ma che volete fare? Ho iniziato a setacciare la legislazione federale e locale per capire com'è la situazione. Ah... Ai patiti del genere, segnalo che solo in Quebec c'è il codice civile, gli altri Stati, anzi, le altre Provinces, sono tutte di common law.
Domattina ore 8.00 locali riunione con i rappresentanti della comunità tibetana. Che gioia! Ma che fretta avranno mai questi che devono presentarsi all'alba?

Ps. non so se avete notato, ma ultimamente il blog ha fatto un balzo tecnologico notevole: ora locale di Ottawa, contatore delle visite e, a grande richiesta, la tagboard.

lunedì 4 febbraio 2008

Come disse la cugina... "e blog fu".
A pensarci, non è che se ne sentisse il bisogno: non mi è parso di vedere folle bibliche accalcarsi in viale delle province reclamando puntuali resconoti dalle lande desolate dell'Ontario. Ma in questi mesi che sono via volevo buttar giù qualcosa più che altro per me, per poi rileggermi a distanza di tempo. In Germania l'ho fatto poco e me ne sono pentito parecchio.
Come per chi è già conivolto nella premiata ed instancabile newsletter "Giovanni lo fa!", aver avuto notizia di questo blog è segno che siete dei privilegiati. Sì, potete vantarvene con gli amici.

Vediamo di riassumere come stanno le cose ad oggi, a poche ore dalla partenza.
Il fratello millanta di festeggiare l'indipendenza domestica con "l'uomo nero se ne va party"; il Lombardi invece di venirmi a salutare ha preferito andarsene a Venezia per vedere la sfilata delle drag queen; Leti è riuscita a prendere il treno al volo all'ultimo minuto, ma forse è stato meglio così, costringendoci a un saluto "indolore". Dulcis in fundo, venerdì mattina si è data alle stampe (nonchè al pubblico ludibrio) la tesi: in cuoio grigio con le scritte nere, decisamente di nicchia! La prossima settimana raggiungerà i mitici commissari che inizieranno a demolire senza pietà due anni della mia vita.

L'idea della partenza è stata sommersa, fino a qualche giorno fa, dalle mille altre scadenze (master, tesi, spedizioni, rilegature, etc), ma ormai ci siamo.
Ragazzi! Qui si tratta di attraversare l'oceano, di andare dall'altra parte del mondo, di andare in AMERICA! "L'america è Atlantide, l'America è il cuore, è il destino. L'America è Life, sorrisi e denti bianchi su patinata. L'America è il mondo sognante e misterioso di Paperino", come diceva Guccini (e da qui il nome di questo blog, ma 2.0, per ovvie ragioni).
Mi spaventa un po' il confronto immediato in lingua, non so cosa si aspettano da me nella segreteria del mitologico senatore (http://www.sen.parl.gc.ca/senatorcon/, guardate che faccia c'ha!) e spero anche che i miei compagni di casa Annie e Luke (o Lucas?) siano simpatici come sono sembrati per mail.

Ora vado a nanna, non dopo avervi informato via mail di questo blog. Mi incuriosisce parecchio lo strumento del blog, e cercherò di aggiornarlo quanto più spesso possibile. Se vi va, commentate, che così cerco di stare dietro a quello che fate anche voi. Prometto di tenere un archivio stile Michele Apicella (il maniaco omicida di Moretti in Bianca, che scheda tutti gli amici e aggiorna i dossier a ogni novità).

Ps. la canzone che ho in testa in questi giorni è una sola:
"Words are flying out like endless rain into a paper cup, they slither while they pass, they slip away across the universe. Pools of sorrow, waves of joy are drifting thorough my open mind possessing and caressing me
Jai guru deva om
Nothing's gonna change my world"

Esatto, mentre sono via nothing's gonna change my world...

Ah, vai in Canada? E dove di preciso, a Toronto? Uhm... E dov'è Ottawa?

Ah, vai in Canada? E dove di preciso, a Toronto? Uhm... E dov'è Ottawa?