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martedì 1 aprile 2008

Qui finisce l'avventura...

Rientrato nel Grande Raccordo Anulare (e nelle temperature adatte alla sopravvivenza umana), è il momento di chiudere l'esperienza di questo blog: non è un "diario" per tutte le stagioni e, finito il periodo in Canada, non ha ragione di continuare.
In pieno stile piccirillesco, però, ci vuole una statistica conclusiva, che premi i lettori più attivi (e contemporaneamente soddisfi le mie manie di classificazione). Ho conteggiato sia gli interventi sulla tag board che i commenti ai miei post, e ne è venuto fuori un esito abbastanza scontato:
  • Erik (straripante) 30
  • Leti 10
  • Marianna 9
  • Rosella 7
  • Giuseppe e Ylenia 6
  • Lucia, Paola e il fratello 2
  • Silvio, Michele e il buon Paologreco 1
Ps non si lamenti chi, pur avendo letto il blog, è stato troppo pigro per lasciare traccia...

lunedì 24 marzo 2008

The worst of

Sara' che ero arrivato con un sacco di aspettative, ma Montreal mi ha abbastanza deluso. Pensavo di trovare la citta' che negli Anni 70 e' stata al centro di tutto, con il primo ministro Trudeau che girava in scarpe da ginnastica mentre era con la Regina Elisabetta e John Lennon che scriveva Give Peace a Chance nella suite di un albergo durante la famosa "in-bed-session" con Yoko Ono. L'Expo universale, le olimpiadi... E invece mi sono ritrovato un'anonima citta' nordamericana, abbastanza degradata e squallida. Se Toronto e' praticamente un pezzo di States in terra canadese e Quebec e' quasi in tutto europea, ecco, Montreal non e' ne' carne e ne' pesce. Certo, ci sono un sacco di locali notturni (in buona parte strip bar...), ma da vedere in giro c'e' ben poco. Al punto che ieri sera, adottando la filosofia di Letizia che in Spagna compro' un vestito di Custo e un paio di scarpe Pura Lopez dicendo che portava a casa dei pezzi dell'artigianato locale, me ne sono andato al cinema IMAX piuttosto che continuare a girare nel nulla. Del resto, visto che la tecnologia IMAX e' stata inventata da un canadese, non ho fatto altro che un tuffo nei prodotti tipici locali.

La cosa positiva e' che si mangia da dio, a cominciare dalla carne affumicata per finire con la poutine, una variante quebecois delle patate fritte, con della cagliata e della salasa di carne. E a poco prezzo.
Ero seduto da Schwartz's, un posto nel Plateau che pare abbia la migliore smoked meat della citta' (e in effetti era un continuo orgasmo per il palato), e sento dal tavolo a fianco un chiacchierare familiare: per la prima volta incontravo due italiani! Dal giorno della partenza da Roma non mi era mai capitato di incrociare dei connazionali (il che non mi era affatto spiaciuto). Incerto sul "jump in", ho tentennato un po'. Non volevo ficcarmi in una conversazione scontata sul tempo e le differenze dalla nostra primavera... Poi pero' ho iniziato a sentirmi come Raymond Barry di fronte allo Chevalier e non ho resistito. Alla quinta parola scambiata me ne sono pentito: romanerrimi, con l'unica preoccupazione di trovare l'Hooters piu' vicino e il minimo interesse per la mia delusione per la citta'.
Anzi, parlando esce la storia di John Lennon e di come la citta' fosse diversa da quanto mi aspettassi e uno dei due mi risponde: "che canzone e'? mai sentita... E c'ho pure One, il Greatest hits dei Beatles". Volevo infilargli la forchetta su per il naso. Il discorso mi ha fatto rispolvere un'idea letta su un giornalino universitario circa il necessario odio per la categoria "Best of" del panorama discografico. Gia', e' assolutamente necessario NON comprarli e NON frequentare persone che collezionano le "raccolte", magari natalizie, che rappresentano il Bignamino del melomane. Dico io, anni a disputare se e' meglio un album tecnicamente perfetto come Rubber Soul, oppure uno rielaborato fino allo sfinimento come Sgt. Pepper e arriva un ignorantone e mi viene a piazzare l'inno del pacifismo Flower power nell'era pre-Let it be?????

Lasciamo stare, tanto tra qualche ora si parte per la Grande mela.

Ps per i lettori spezzini: lo sapevate che la macchina che passa sul ghiaccio per preparare il campo da hockey si chiama "the zamboni"? Avra' qlcsa a che fare con la Sara??????

domenica 23 marzo 2008

Diffidate dalle imitazioni

Non ce la faccio più.
Non è che mi chiamo "Mario Rossi" come quello dell'8 per mille. Eppure ho un invadente omonimo che rischia prima o poi di farmi fare delle ricchissime figure di merda.
E' il solito Giovanni Piccirilli (come me), ma nato a Ceprano (FR) il 10 ottobre 1978 (quindi non sono io!), che scrive boiate neo-harmony e si autodefinisce "Il nuovo scrittore dei sentimenti". Patetico.

Ora ha anche un blog, il cui indirizzo è http://giovannipiccirilli.splinder.com/, peggio di così...
Pare abbia addirittura una segretaria che gli tiene i rapporti con i fans (eh?).
Ma posso denunciare uno che va in rete a pubblicare con il mio nome (NON MI INTERESSA SE E' ANCHE IL SUO!!!) frasi del tipo: "Il segreto di un amore sta nel rispettare la donna, il segreto di una donna sta nell'essere amata, il mio segreto è in entrambi..."? MA CHE CAZZO VUOL DIRE??? E poi, se proprio vuoi scrivere, trovati uno pseudonimo.

PS. tormenta di neve prima e vento a -20 poi su Quebec, serata in camera a far nulla. D'oh!

mercoledì 19 marzo 2008

Over booking

Ci siamo. Domani finisce lo stage e inizia il "viaggio", peccato non avere a disposizione una Punto 1.2. rossa. Sarebbe perfetta. Vabbè, mi accontenterò dei bus della Greyhound.
Viaggiare da solo mi piace parecchio, è il miglior modo per vedere le città e scambiare qualche parola con gli "indigeni" e, magari, fare conoscenza. L'unico problema è la sera. Dopo cena, magari al termine di una giornata pesante, sedersi da solo al bancone e chiacchierare non è sempre facile. Ci vuole un "sè" molto strutturato (come direbbe Giuseppe). Quindi, mi è presa la "scimmia" della partecipazione a eventi collettivi di ogni genere e mi sono scatenato nelle prenotazioni più disparate.
Già domani sera mi vado a vedere il big match di hockey Ottawa Senators-St. Louis Blues. Andiamo io e Luc, visto che è anche il suo compleanno (e, riprendendo il concetto dell'ultimo post, io sono un signore e gli ho anche regalato il biglietto).

Poi, in vista della cinque-giorni newyorkese, non ho avuto più freni.
Continuando con lo sport, mi sono sentito con Francesca (un'amica del fratello) e abbiamo prenotato perl'NBA: New York Knicks-Miami Heats al Madison Square Garden!!!! Non sarà Genzano, mitica del guanto d'oro, ma si difende!
A proposito... Noto che sono iniziati a piovere amici e addirittura parenti che abitano a New York. E io che mi sono preso l'ostello a Harlem?!? Se una banda di negroni attenta alla mia borsa (o, magari, alla mia virtù) potete ritenervi responsabili.

Cmq... Sempre a proposito degli eventi sociali in terra a stelle e strisce, mi sono buttato anche sulla musica. Caspita, c'è Broadway!!! E ho visto che stanno ancora facendo Chicago, DEVO ANDARCI! L'unico problema è che, nonostante a Broadway ci siano decine di teatri, i prezzi sono allucinanti. Da 100$ in su per un posto in piccionaia. Pare che Fassino, patito di musical, si sia fatto 8 musicals in 7 giorni l'ultima volta che è stato lì. Oltre al fatto che, evidentemente, non aveva molto da fare, deve averci speso un fottìo di quattrini! Cmq ci sto seriamente pensando...
E poi a NY c'è il tempio della musica! Il Blue Note!!!! Che non ci vado? Vabbè, solo la prenotazione del tavolo costa 35$, ma chissene...

Per il resto è un periodo di sole buone notizie. Compensi in arrivo sorprendentemente alti e rapidi, proposte allettanti di cose da scrivere... Potrei quasi dire, come nel migliore dei film di Moretti, "sto bene, sto proprio bene. esco, mi fido della gente".

Ps. bentornato nel modo tecnologico al lombardi. a proposito, auguri... Per chi non lo conoscesse, Giuseppe oggi se ne sarà rimasto rintanato in casa pur di non uscire e dover offrire zeppole a amici e conoscenti (ah le usanze dell'altissimo Molise, quasi basso Abruzzo).

lunedì 10 marzo 2008

"Giorni di stanchezza assurda e depressiva...

...di una totale mancanza di lucidità", diceva Franco.
In effetti sì, è stato un weekend un po' del cavolo.

Sarà che due giorni di studio svogliato non possono certo reggere il confronto con i 3000 km on the road di quello scorso; nè con le aspettative sui prossimi a venire (in giro per il Quebec e gli States)...
Sarà che fuori c'è stata una tempesta di neve tremenda - pare, la peggiore degli ultimi anni - e sono rimasto chiuso in casa a far finta di studiare, salvo una fugace scappatella al museo della civilizzazione canadese (carino, ma sembra un parco divertimenti)...
Sarà che, cmq, delle deleghe contenute nelle ultime due leggi di semplificazione, mi importa quanto delle gesta eroiche del cane della famiglia Moratti (eppure, tutti i giornali parlano di lui)...
Sarà...
Ma mi girano un po'...

Mi girano perchè mi manca "la presunta idea geniale" che, quando cerco di scrivere, è il motore di tutto. "Presunta" perchè non è necessario che sia una vera idea geniale, anzi, sarebbe presuntuoso pensare di averne (Einstein stesso diceva che nella vita di un uomo le buone idee sono al massimo un paio). L'importante è che in quel momento io sia convinto che sia più o meno geniale, in modo da costruirci attorno quanto più possibile.
Non ho mai avuto il coraggio di confessarlo (anche se Leti sicuramente se ne sarà accorta), ma, mentre scrivevo la tesi di dottorato, ho avuto l'impressione di avere "la presunta idea geniale" a propostio del rapporto tra iniziativa e emendamento dopo aver letto un libretto di Gianni Ferrara. A quel punto, ero convinto (e forse lo sono tuttora) che tutto il mondo girasse attorno alla differenza tra "proposta", "richiesta" e "domanda". Adesso invece non ho avuto (per lo meno, NON ANCORA) la percezione che le deleghe contenute nelle leggi annuali di semplificazione possano avere una qualche importanza nel mondo rotondo, e quindi, come diceva Postiglione, "le subisco".
Vabbè...

Per la verità, ho realizzato che il mio stage in Senato è praticamente alla fine. Domani comincia l'ultima settimana intera e, per di più, Richard non sarà in ufficio prima di mercoledì. Poi l'ultima settimana sarà una passeggiata tra inizio del ponte di Pasqua e viaggio a Toronto (a conoscere il prof. che ha scritto un libro riflettendo su quali sarebbero state le sorti del mondo se Platone avesse almeno una volta giocato a football). Poi si parte alla volta del Quebec e di New York, ma sarà per motivi assai meno elevati, e a fine marzo sarò di nuovo all'interno del GRA.

Tanto per chiudere, mi è venuta voglia di fare una cosa: dato che ormai va di moda, il giorno della discussione, mi alzo su una sedia e straccio la tesi di Mostacci (uno che si addottora con me). Non sarà politicamente corretto, non mi piace il fatto di citare indirettamente il nostro giovane ex premier, ma volete mettere la soddisfazione?

Ah, vai in Canada? E dove di preciso, a Toronto? Uhm... E dov'è Ottawa?

Ah, vai in Canada? E dove di preciso, a Toronto? Uhm... E dov'è Ottawa?